Metti che “… un giorno sei a bordo di una  nave spaziale in viaggio verso Marte, mancano pochi giorni all’arrivo e stai facendo le ultime verifiche dei sistemi di bordo: improvvisamente si verifica un’esplosione e una scheggia colpisce il tuo braccio … occorre disinfettare la ferita, magari hai bisogno di un intervento chirurgico in emergenza.” Cosa fare?

Ad oggi, durante le missioni spaziali, non si sono verificati incidenti particolarmente significativi che hanno rischiato di compromette la sopravvivenza degli astronauti: probabilmente il più recente e potenzialmente pericoloso è stato quello occorso a Luca Parmitano nella sua precedente missione sull’ISS nel 2013, quando il casco dell’astronauta italiano si riempì improvvisamente di acqua nel corso di quella che viene definita una “passeggiata spaziale” e Parmitano, con incredibile sangue freddo, riuscì a rientrare per tempo nella stazione senza subire conseguenze.

Attualmente, data la vicinanza della Terra, in situazioni particolarmente critiche, il protocollo prevede di inviare il ferito sulla Terra per essere soccorso adeguatamente.

Tuttavia la ripresa della corsa allo spazio messa in atto sia dalle agenzie governative dei vari Paesi, in maniera spesso congiunta (vedi la recente missione Beyond con la partecipazione di ESA, NASA e Roscosmos - l’Agenzia spaziale russa) e dalle compagnie private (es. SpaceX, Blue Origin e Virgin Galactic) lascia presagire che da qui ai prossimi anni le missioni spaziali saranno sempre più numerose e si spingeranno molto più lontano di dove si sono spinte sino ad oggi “ … alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima” per citare la frase che il Capitano Kirk pronuncia nella serie televisiva Star Trek (cfr. Wikiquote).

In questo contesto i viaggi diventano più lunghi e più complessi e la probabilità che si verifichi un incidente lontano dal nostro Pianeta aumentano sensibilmente.  Come si può realizzare un intervento chirurgico in microgravità? Come si attiva il protocollo per il supporto vitale? Come si interviene sulle vie respiratorie in microgravità? E’ plausibile la presenza di un medico di bordo come il dott. McCoy (sempre per rimanere in tema Star Trek)? Con quali strumenti si possono effettuare le diagnosi? E’ possibile portare del gas anestetico a bordo di una nave spaziale? Quali sono i tempi di guarigione dei tessuti lesi?

A queste e altre domande prova a risponde in questo video  Adrian Fartade, scrittore, divulgatore scientifico, youtuber e attore teatrale, con la sua consueta energia, simpatia e grande competenza.

Tanti spunti di riflessione anche per i nostri studenti, dai più piccoli agli studenti universitari: ci sono un sacco di sfide che attendono le missioni spaziali e gli astronauti nei prossimi anni e chissà che proprio i nostri ragazzi, con i loro progetti, non riescano a contribuire a vincerle!